Il giardino delle delizie, la mostra di Momò Calascibetta

 Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo , dal 4 agosto – 25 settembre 2021

Orario visite :  da martedì a sabato 9.00 – 18.30 – domenica 9.00 – 13.00
Chiusura: lunedì (eccetto festivi)

Tempo stimato della visita: 60 minuti

Ingresso: Biglietto intero € 6.00 (previste riduzioni per particolari categorie)

Info e contatti: Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo Palazzo Belmonte Riso, Via Vittorio Emanuele, 365 – Palermo

Tel: 091587717 – sito web: www.museoartecontemporanea.it – e.mail: urp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it

Mercoledì 4 agosto alle 18.00 al Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo – Palazzo Belmonte Riso, è stata inaugurata “Il giardino delle delizie”, la mostra di Momò Calascibetta, curata da Andrea Guastella.

La rassegna, ricca di oltre cinquanta opere, tra dipinti, disegni, sculture e installazioni, ricostruisce un percorso lungo oltre quarant’anni, dai lontani esordi palermitani di Momò Calascibetta durante un evento seguito da Leonardo Sciascia, che si innamorò di un suo lavoro, all’avventura di Cenere, rassegna satirica “in memoria” del sistema dell’arte, ancora in pieno svolgimento.

Pur vivendo a Milano da anni, Calascibetta non ha mai abbandonato la Sicilia; è rimasto invischiato nei suoi miti, nei suoi riti, nelle sue espressioni teatrali. Non sorprende perciò che ad essa, in particolare alla città di Palermo, egli abbia dedicato la quasi totalità del suo lavoro, a cominciare dai primi “processi”, proseguendo con la serie di Comiso Park, creata negli anni in cui Comiso, piccolo centro in provincia di Ragusa, ospitava una base americana traboccante di ordigni nucleari, per giungere a Terromnia, dove la Sicilia e Milano si fondono, e alla Fontana della Vergogna, altro pannello ispirato alla principale piazza cittadina.

Seguono i dipinti “cubani” in cui le periferie dei paesi più poveri confluiscono a Danisinni alla Kalsa o a Ballarò; le carte e i dipinti mitologici che tanto piacquero a Vincenzo Consolo, così vicini ai rilievi e ai decori conservati nel Museo Salinas; Cenere, nelle sue versioni siciliana, italiana e mondiale. Infine, Il giardino delle delizie.

Quest’ultima opera, ambientata nel cuore di Palermo come la Vucciria di Guttuso, ma con un impianto allegorico che ricorda piuttosto il Trionfo della morte e i trittici di Bosch, è un monumentale trittico pittorico realizzato appositamente per la mostra durante l’anno appena trascorso.

Fonte: www.museoartecontemporanea.it

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