L’Artista del giorno: Jacobello d’Antonio

🎨 L’Artista siciliano …… del giorno 27 gennaio

Jacobello d’Antonio, pittore siciliano.

messina, 1436 circa – 1482 circa
Jacobello d’Antonio
Olio su tavola – 67×45 cm -1480 circa
Accademia Carrara di Bergamo

Maria e Gesù sono raffigurati in una loggia con vista su un paesaggio. La Madonna tiene suo figlio, che siede su un cuscino di velluto rosso sul parapetto. Le sue dita possono essere viste attraverso una ciotola di vetro nella sua mano da cui il Bambino prende due ciliegie, simboli del Paradiso.

Madonna con bambino – 1480

Olio su tavola – 1480 circa

Breve biografia dell’artista:

Jacopo d’Antonio, o di Antonello, detto Jacobello (Messina, 1436 circa – 1482 circa), è stato un pittore italiano, vissuto nel XV secolo.

Jacobello d’Antonio era figlio di Antonello da Messina di professione pittore, e Giovanna Cuminella, e proprio dal testamento del padre redatto a Messina il 14 febbraio 1479, si hanno le prime notizie biografiche dell’artista. Il documento è stato recuperato solo agli inizi del Novecento, con cui veniva nominato erede universale.

Iacobello fu definito discretus magister, come il padre, titolo che denota affermata professionalità. Egli si impegnò ad ultimare le opere lasciate incompiute dal padre. Nella sua bottega operavano anche degli apprendisti come Zullo Neuta, che rimase al suo servizio per nove anni, e il cugino Antonello de Saliba, detto Risaliba, quattordicenne, con il quale Jacobello sottoscrisse un contratto di quattro anni. Dagli atti notarili di famiglia risulta già deceduto nel 1488.

Dopo il 1482 non si fa menzione di Jacobello nei documenti siciliani, il che suggerisce che potrebbe essere morto, o trasferirsi in un’altra parte d’Italia, forse il Veneto, o che abbia abbandonato la pittura.

Info & curiosità

L’unica opera con attribuzione certa è la Madonna col Bambino, firmata e datata 1480. Ispirata ad un’idea del padre Antonello da Messina, che alcuni studiosi ritengono abbia avviato il dipinto senza portarlo a termine, e che è conservata nella pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo.

La tavola bergamasca è l’unica opera firmata e datata di Jacobello, realizzata nell’anno successivo alla morte del padre. L’iscrizione su un foglietto di carta, piegato e posto sul parapetto, è un commovente omaggio al padre: “1480 XIII Ind. Mesis Decebris / Jacobus Anto. lli filius no. humani pictoris me fecit ‘

Qui Jacobello descrive se stesso come “il figlio di un pittore che non era umano”, con ciò significa che suo padre era immortale, un creatore divino. Jacobello ha scelto di rappresentare la veste di Cristo Bambino che si apre per rivelare la sua sessualità e umanità, enfatizzando la natura uomo-dio di Cristo – su un altro livello, facendo riferimento alla duplice natura del padre artista.

Altre opere attribuite all’artista:

  • 1480 San Gerolamo Penitente, collezione privata.
  • XV secolo, Disputa di San Tommaso, opera documentata nella primitiva chiesa di San Domenico di Messina.
  • XV secolo, Madonna degli Angeli (attr.), Santuario di San Francesco di Paola.
  • XV secolo, Madonna in trono con bambino e due angeli musicanti (attr.) (257×149 cm) Arcivescovado, Siracusa.

Multimedia sull’artista:

Sitografia: Wikipediawww.nga.gov.auwww.lacarrara.it

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