RizzutoGallery è lieta di presentare Berliner Blau – mostra personale di Antonio Catelani 

Galleria RizzutoGallery  di Palermo (PA), dal 23 marzo al 30 aprile 2022

Orario visite :  dalle 15.00 alle 19.00 dal martedì al sabato

Chiusura: domenica e lunedì

Tempo stimato della visita: 60 minuti

Ingresso: gratuito

Info e contatti: RizzutoGallery

Tel: Tel.: +39 091 6496654 – Mail: info@rizzutogallery.com – Sito web: www.rizzutogallery.com

Sede: Via Maletto, 5 – 90133 Palermo

RizzutoGallery è lieta di presentare Berliner Blau – mostra personale di Antonio Catelani (Firenze, 1962) che sarà inaugurata mercoledì 23 marzo 2022, alle ore 18
e resterà visitabile fino al 30 aprile, dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19.
Con questa terza mostra dedicata all’artista fiorentino, la RizzutoGallery desidera celebrare il decennale del ciclo pittorico intitolato: „Abwesenheiten in PreuβischBlau” (Assenze in Blu di Prussia), serie che ha avuto il suo inizio nel 2012 a Berlino dove Catelani ha vissuto e lavorato dal 2007 al 2017. Al vasto ciclo pittorico ancora in fieri,ad oggi il più duraturo dell’artista,saranno destinat gli interi spazi espositivi della galleria.
Nella più che trentennale esperienza artistica, dagli esordi nel 1985 ad oggi, Antonio Catelani ha sviluppato una ricca e accurata indagine incentrata sullo specifico disciplinare di scultura, pittura e installazione, sondandone le possibilità espressive e scardinandone i confini fino a giungere ad una ridefinizione delle loro
peculiarità, risultandone così rigenerate e atte a rinnovate funzioni ed espressività.


Sebbene Catelani esordisca come scultore e focalizzi fin dal principio la propria attenzione all’ambito della scultura con evidenti rimandi all’architettura (con tale ricerca approda nel 1988 alla XLIII Biennale di Venezia su invito di Giovanni Carandente), quasi contemporaneamente avvia la sua indagine pittorica, dapprima
legata all’installazione ambientale e poi alla vera e propria pittura su tela con il primo nucleo intitolato “Tonsure” nel 1989. Molti anni sono passati e diversi cicli pittorici si sono succeduti sino agli attuali: alle tele monocrome prima nere e poi blu.
I primi monocromi neri: impenetrabili e di una fisicità assoluta dal titolo “Assenze” (Berlino, 2008), si generano dalla messa in dubbio, o per meglio dire dalla perdita di fede per le possibilità rappresentative della pittura e sulla realtà stessa dell’immagine dipinta, percepita come illusoria. Nel suo dato empirico l’atto
di toccare la tela dipinta, il colore fresco, quale verifica cogente del reale, dell’esistente, trasferisce sulla tela la traccia inconsistente e in negativo di un atto dubitativo annullandone di fatto il dato cromatico, in quanto, in ultima istanza una pittura “tattile” non necessita di cromia alcuna.
Nell’uso del Blu di Prussia il quadro si affranca dal rigido vaglio formale imposto dall’artistanei monocromi neri, con il colore blu la pittura si libera in pura autonoma espressività e forma, Il Genius Loci del luogo che ha dato il nome alla tinta Blu di Prussia, esattamente lì dove Catelani dipinge i primi quadri Blu, gioca la sua parte e si palesa sulla tela. In una resa inattesa e quasi magica, la “natura del colore” disegna un paesaggio cromatico che ha del sublime; è forse questo l’ultimo “quadro romantico” inteso come manifestazione della forza intima della natura del colore, di quello specifico colore.
Assieme alla dichiarazione di poetica, relativa ai suoi monocromi in blu di Prussia, l’artista ci indica i termini di un’operatività, di una pràxis collaudata, che all’evento casuale affida la formalizzazione, la resa finale del quadro: la sua “apparizione”. L’artista si dispone in sottrazione di presenza e autorialità ad una distanza che è simile a quella dell’osservatore: predisposti tutti gli elementi necessari a una sorta di esperimento estetico, solo parzialmente controllato, ne attende la resa finale, assiste al suo compiersi.
…Nei dipinti dal titolo „Abwesenheiten in Preuβisch Blau” (Assenze in Blu di Prussia) il bluè il solo colore usato per dipingere il quadro, adottando un processo meccanico che determina la finitezza serica e la densità della materia pittorica. Attraverso l’uso di un telaioserigrafico, utilizzato come mero filtro, il colore ad olio
passa sulla tela dove il contatto del tessuto serigrafico sul colore definisce la texture e al contempo genera l’immagine che autonomamente si rivela al centro del dipinto. Per pressioni e rilasci del telaio serigrafico è il colore stesso a distendersi o sollevarsi mostrando la tensione del piano pittorico nella sua interezza. L’essere
dipinti sul piano e in orizzontale inoltre imprime e partecipa al soggetto una profondità ontologica, piuttosto che prospettico illusoria, sì che tutto si struttura sul limitare del piano bidimensionale. La superficie pittorica viene infine segnata lungo tutto il suo perimetro, premendo con il pollice sul colore ancora fresco attraverso il telaio serigrafico, in una tautologica demarcazione del confine fisico del quadro. Segni di questa azione sono visibili in negativo, sotto forma di tracce, lungo i margini: è questo quindi l’unico determinato gesto condotto dall’artista nel totale auto prodursi dell’immagine.

Il blu di Prussia è un colore altamente instabile, destinato al mutamento cromatico e all’ossidazione. Il composto chimico denominato ferrocianuro ferrico dà vita ad un particolarissimo blu, conosciuto anche come Eisenblau (blu di ferro) che, sotto l’azione della luce solare e a contatto con la preparazione della tela vira
cromaticamente, assume un aspetto cangiante ed infine torna alla sua origine di materia ferrosa letteralmente arrugginendo. Questi quadri nascono blu e attraverso un proprio percorso evolutivo, non determinato né controllato dall’artista, con il tempo si ossidano ed in parte “arrugginiscono”, mostrando in alcune o in molte porzioni del dipinto un colore bruno rossastro. Per la sintesi formale che li anima questi dipinti si stabiliscono e circoscrivono nella misura fisica, ridotta ed ideale, del formato tableau tipica della pittura europea del Novecento.
Catelani è appunto un artista formatosi nel solco dell’arte degli anni Sessanta e Settanta, appartiene a quella variegata generazione di artisti che si affaccia sulla scena italiana nel 1985 ed è quella l’ultima generazione specificatamente “italiana” prima della globalizzazione; a loro, in netta antitesi con la precedente corrente espressionista denominata Transavanguardia, si deve il rinnovato sperimentalismo dei linguaggi che ha aperto la strada all’arte degli anni Novanta e Duemila

Fonte: COMUNICATO STAMPA

L’artista:

Antonio Catelani è nato a Firenze nel 1962.
1981/85 Accademia di Belle ArI di Firenze. 1995/96 SIpendium der Akademie Schloss Solitude,
StuOgart (D).

Dal 2007 al 2017 ha vissuto e lavorato a Berlino, attualmente risiede a Milano.

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